Destination Marketing e turismo esperienziale: il connubio vincente

Destination Marketing e turismo esperienziale: il connubio vincente

Cosa significa realmente fare Destination Marketing oggi? Non vi è una risposta univoca a questo quesito: il settore del turismo è un ambito assai variegato e ricco di unicità. Ma se vi è un elemento comune a tutte le destinazioni è proprio la necessità di creare un’offerta turistica di stampo esperienziale. 

Chi si occupa di Destination Marketing ha oggi l’obiettivo principale di “cucire” una strategia di promozione del territorio intorno alle esperienze che il territorio e la sua comunità offre. 

Ritrovare l’unicità della destinazione attraverso il turismo esperienziale

Per chi opera nel turismo esperienziale è quanto mai importante cercare di capire quali sono le esperienze che portano i visitatori a cercare e scegliere una certa destinazione e imparare a promuoverle efficacemente. Chi si occupa di Destination Marketing sa come interpretare le necessità espresse dal mercato turistico e rispondere al meglio alla crescente richiesta di esperienze che si possono offrire in una destinazione, in una continua corsa per dimostrarsi le più originali, indimenticabili e autentiche di tutte. 

Perché? Perché il Destination Marketing – ossia i processi e le strategie di marketing al servizio della promozione della destinazione – fa perno sulla definizione dei punti di unicità della destinazione stessa, legati in misura crescente all’ambito più emotivo, più soggettivo e di conseguenza più esperienziale delle esigenze dei visitatori.

Il Destination Marketing delle realtà italiane si sta orientando sempre di più verso l’approccio del turismo esperienziale: ce lo dimostrano bene i nuovi video e contenuti lanciati dalle Regioni per far ripartire le destinazioni nel post-COVID, che hanno puntato sulle esperienze outdoor per la stagione estiva 2020. 

Come (ri)trovare i punti di unicità della destinazione?

Soprattutto se la tua è una destinazione emergente, scoprire o ritrovare i suoi punti di unicità potrebbe non risultare un’attività così semplice. Se ad esempio decidi di puntare sul turismo esperienziale outdoor come leva per mostrare unicità sai già che vi sono tante destinazioni che potrebbero aver intrapreso questa stessa strada. Questo non significa che la tua strategia di Destination Marketing debba perdere di efficacia, anzi, ma dovrai sforzarti di mostrare l’unicità della destinazione in maniera ancora più accentuata. Il nostro consiglio è di partire rispondendo a tre semplici domande: 

    1. Qual è la caratteristica peculiare del carattere delle persone che rendono la destinazione così attrattiva (spirito di accoglienza, generosità, sagacia, etc.)? 
    2. Quali sono le attività più tradizionali del luogo (quale tipologia di artigianato locale, escursioni al fiume / in montagna, falò in spiaggia, etc.)? 
    3. Quali sono gli elementi paesaggistici davvero mozzafiato che ancora nessuno conosce? 

Per rispondere a queste domande potresti chiedere supporto non solo agli enti di promozione del territorio e loro contenuti online, ma anche e soprattutto alla comunità locale, la tua risorsa di informazioni più preziosa per definire un’offerta di turismo realmente esperienziale.

Lo storytelling: l’anello di congiunzione tra turismo esperienziale e Destination Marketing

Creare contenuti, sviluppare la partecipazione online e in loco, emozionare: questo è l’obiettivo del Destination Marketing orientato alle esperienze. 

Come riuscire in questo intento? 

Unendo i principi del Destination Marketing con quelli del turismo esperienziale, che si incontrano perfettamente nelle pratiche dello Storytelling. 

Creare contenuti orientati allo storytelling per promuovere una destinazione significa individuare: 

  • La storia che vorrebbe vivere il visitatore
  • Il ruolo che vuole ricoprire nel suo viaggio di scoperta
  • In che modo le esperienze della tua destinazione si possono legare a questo desiderio, attraverso la vita quotidiana, la storia passata e il futuro della destinazione e della sua comunità locale 
  • Il “palcoscenico” più adatto per vivere la storia desiderata dal visitatore, la location più suggestiva per il tipo di esperienza richiesta. 

Dovrai puntare su tutti gli elementi più emozionali, unici e irripetibili, dettagli che non possono essere assaporati con la stessa intensità in altre regioni per poi dargli la visibilità che merita con una campagna di Destination Marketing realmente esperienziale. 

 

Destination Marketing: brand voice coerente, univoca e esperienziale

Conseguenza diretta dello storytelling come approccio al Destination Marketing, la brand voice dovrà avere un taglio coerente e univoco ma soprattutto in linea con le logiche sottese dal turismo esperienziale. 

In questo modo potrai garantire una comunicazione uniforme e legata al prodotto o servizio turistico che vorrai proporre nel palcoscenico della destinazione. 

L’importanza della scelta dei propri partners nel Destination Marketing orientato al turismo esperienziale

Nonostante sembrino delle realtà distinte fra loro, il Destination Marketing e il turismo esperienziale sono intrinsecamente legati, rendendo la loro unione il connubio vincente nella promozione del territorio e delle esperienze che esso può offrire. 

Per ottenere il massimo, non dimenticare di sfruttare le logiche dello storytelling e, passo ancora più importante, di comprendere quali sono i punti di unicità della destinazione, imprescindibile anche nel momento in cui ci si prepara alla partecipazioni di fiere e convegni di settore come BITESP, la prima unica fiera dedicata al turismo esperienziale. 

Il nostro consiglio è di cercare partner di qualità che sappiano offrire al tuo team e alla tua destinazione il mix ottimale di professionalità, creatività e competenze settoriali, soprattutto in occasione di eventi come la prossima edizione della BITESP.

Se intanto vuoi approfondire il tema del Destination Marketing con spunti e idee creative, ti consigliamo di scaricare il nostro ultimo PDF:

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